Una defixio gallo-romana nel metal degli Eluveitie

Imm! Uelor! Uediumi! Gussu!
Andedion Uediiiumi Diiuion Risun Artiu
Artiu Mapon Aruerifatin

Io! Voglio! Invoco! Dolore!
Io invoco Maponos Arueriiatis (che dona soddisfazione?) per la forza degli dei inferi.

Si potrebbe tradurre così il testo del brano “Spirit” della band metal svizzera Eluveitie: andedion uediíumi diíiuion risun artiu mapon aruerriíatin è la prima parte della famosa defissione di Chamalières, datata al periodo gallo-romano.

Scritta in gallico utilizzando il corsivo latino, il piombo di Chamalières rientra nella tipologia delle tabellae defixionum, solitamente delle piccole laminette in piombo, incise con maledizioni e invocazioni infere, che venivano deposte in preferenza in tombe di morti prematuri o di morte violenta, messaggeri dello scrivente (o di colui che le commissionava) verso le divinità ctonie oppure “ad inferas Larvas”, spesso con lo scopo di consacrare la vittima ad una divinità infera.

Piccola nota: il nome della band, in gallico, significa l’elvetico; tale nome è attestato, per esempio, in Italia a Mantova su una ciotola in pasta grigia datata tra la fine del IV e l’inizio del III a.C.

 

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